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Esonero contributivo Under 30  Ricordiamo che l’articolo 1, commi 100-108 e 113-114, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018), ha introdotto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro in relazione alle assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2018 (50% contributi per 36 mesi  con il massimale di €.3.000). Tale esonero contributivo spetta a condizione che l’assunzione con contratto di lavoro subordinato riguardi giovani che non siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro nel corso dell’intera vita lavorativa. La durata del beneficio è pari a trentasei mesi a decorrere dalla data di assunzione e “nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a tempo indeterminato è stato parzialmente fruito l'esonero, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri datori di lavoro privati, il beneficio è riconosciuto...

L’INPS ha emanato il messaggio n. 1817 del 10 maggio 2019, con il quale informa che la contribuzione aggiuntiva IVS a carico del datore di lavoro (prevista dall’articolo 3, comma 15, della legge 29 maggio 1982, n. 297 – che riduce il TFR lordo del dipendente), pari allo 0,50% della retribuzione imponibile, rientra nell’ambito di applicazione della riduzione contributiva sui premi di produttività, introdotta dall’articolo 55 del Decreto-Legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96. Pertanto, in continuità con quanto previsto in relazione all’incidenza su tale aliquota aggiuntiva dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello (circolare n. 151/2012), i datori di lavoro che fruiscono della riduzione contributiva sui premi di produttività (20 punti percentuali IVS) applicano la suddetta riduzione anche sull’aliquota aggiuntiva dello 0,50% prevista dall’articolo 3 della citata legge n. 297/1982. In considerazione del fatto che è prevista una detrazione dalla quota...

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato l’interpello n. 3 dell’8 maggio 2019, con il quale risponde ad in merito alla configurabilità della fattispecie del silenzio assenso con riferimento alla richiesta di autorizzazione all’installazione ed utilizzo degli impianti audiovisivi e degli altri strumenti di cui all’attuale articolo 4, comma 1, della legge 20 maggio 1970, n. 300. Più in particolare, si chiede se il silenzio dell’organo amministrativo adito, in relazione all’istanza di autorizzazione, possa essere considerato un assenso tacito all’istanza medesima, in virtù del quale l’impresa possa procedere all’installazione degli impianti richiesti. Il Ministero del Lavoro risponde che “le disposizioni contenute nell’articolo 4 sono volte a contemperare le esigenze datoriali con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore sul luogo di lavoro. Più in particolare, si vuole evitare che l’attività lavorativa risulti impropriamente e ingiustificatamente caratterizzata da un controllo continuo e anelastico, tale da eliminare ogni profilo di autonomia e...

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha emanato la circolare n. 7 del 6 maggio 2019, con la quale fornisce alcune precisazioni in ordine alla corretta applicazione, in sede di vigilanza, della disposizione di cui all’art. 1, comma 1175, della Legge n. 296/2006. Tali disposizioni stabiliscono che dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, di:  - documento unico di regolarità contributiva (DURC), fermi restando gli altri obblighi di legge; - il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Ciò significa che, in riferimento all’attività di verifica di tali requisiti, il personale ispettivo dovrà svolgere un accertamento sul merito del trattamento economico/normativo effettivamente garantito ai lavoratori e non...

Molte Aziende in questo periodo erogano il premio collettivo di risultato detassato (PDR) e quindi stanno procedendo alla verifica con le Parti sociali degli indicatori numerici o di altro tipo utilizzati negli accordi collettivi aziendali, per accertare il raggiungimento o meno degli obiettivi legati ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione. E’ ovvio che l’Azienda può erogare il premio di risultato collettivo anche se gli obiettivi non sono raggiunti, ma in questo caso il premio non può godere dell’imposta sostitutiva del 10%. In tale circostanza anche l’eventuale opzione ad welfare aziendale, in tutto o in parte da parte dei lavoratori, ha come conseguenza che i beni e i servizi prescelti non sono esenti dal punto di vista contributivo e fiscale. Come è noto la detassazione del premio, senza che lo stesso abbia tutti i requisiti previsti dalla legge così come interpretati dal decreto attuativo e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate,...

L’INPS ha emanato la circolare n. 54 del 17 aprile 2019 con la quale fornisce ulteriori indicazioni operative per la fruizione dell’incentivo Occupazione NEET del Programma Operativo Nazionale “Iniziativa Occupazione Giovani” (PON IOG) per assunzioni effettuate nel corso dell’anno 2019. Ricordiamo che il decreto direttoriale dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro n. 581 del 28 dicembre 2018 ha prorogato per l’anno 2019 l’incentivo per l’assunzione di giovani aderenti al Programma “Garanzia Giovani”. L’incentivo è riconoscibile per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019, nei limiti delle risorse specificamente stanziate.  La circolare affronta in particolare: - i rapporti incentivati; - l’assetto e la misura dell’incentivo; - le condizioni di spettanza dell’incentivo; - la compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato; - il coordinamento con altri incentivi; - l’esposizione dell’incentivo in Uniemens. Segnaliamo che l’incentivo spetta sia per i rapporti a tempo pieno che a tempo parziale e che...

L’INPS ha emanato la circolare n. 49 del 5 aprile 2019 con la quale fornisce le istruzioni in merito agli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 232 del 7 dicembre 2018, sulla concessione del congedo straordinario, ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del D. Lgs n. 151/2001, ai figli del disabile in situazione di gravità non conviventi al momento della presentazione della domanda. Ricordiamo che la sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del D. Lgs n. 151/2001 “nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni stabilite dalla legge, il figlio che, al momento della presentazione della richiesta del congedo, ancora non conviva con il genitore in situazione di disabilità grave, ma che tale convivenza successivamente instauri, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente,...

L’INPS ha emanato il messaggio n. 1478 del 10 aprile 2019 con il quale fornisce alcune precisazioni in merito al regime contributivo applicabile in caso di trasformazione del contratto di apprendistato di primo livello in contratto di apprendistato professionalizzante, ai sensi dell’articolo 43, comma 9, del D.lgs n. 81/2015. L’articolo 43 del D.lgs n. 81/2015, che disciplina il contratto di apprendistato di primo livello, dispone che “successivamente al conseguimento della qualifica o del diploma professionale, nonché del diploma di istruzione secondaria superiore, allo scopo di conseguire la qualificazione professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante”. Precisa l’INPS che a decorrere dalla data di trasformazione del contratto ai sensi dell’articolo 43, comma 9, del D.lgs n. 81/2015, l’aliquota di contribuzione a carico del datore di lavoro è pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Il datore di lavoro è altresì tenuto al versamento dell’aliquota di finanziamento...

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato, in congiunta con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la circolare prot. 1257/2019 del 9 aprile 2019, con la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2019.  Saranno 30.850 i lavoratori non comunitari che potranno fare ingresso regolarmente in Italia con il decreto flussi 2019 (Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 marzo 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 84 del 9 aprile 2019). Le quote di ingresso, che il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali provvederà a ripartire tra le regioni e le province autonome, sono così distinte: - 12.850 per lavoro subordinato non stagionale, autonomo e conversioni (cittadini non comunitari che abbiano completato programmi di formazione e istruzione nei Paesi di origine, di lavoratori di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile, e di cittadini non comunitari per lavoro autonomo; conversioni...

In data 29 marzo 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 26 del 28 marzo 2019, di conversione del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. Tale norma prevede anche la possibilità di un riscatto agevolato della laurea ai fini pensionistici (art.20). La disposizione legislativa introduce, infatti, la possibilità di riscattare in modo agevolato la laurea (sistema contributivo) in relazione a periodi di studio successivi al 31 dicembre 1995.  L’onere dei periodi da riscattare viene calcolato in modo analogo a quello utilizzato per gli inoccupati, ovvero applicando l’aliquota IVS vigente (33%) al reddito minimo soggetto a imposizione della gestione INPS artigiani e commercianti (pari ad euro 15.878 nel 2019), ottenendo un costo annuo di 5.239,74 euro. L’onere del riscatto è detraibile nella misura del 50 per cento, con ripartizione in cinque quote annuali di pari importo. Nel caso...